Bio

Chi sono

Il mio curriculum

Già da diversi anni giro per la Sardegna seguendo concerti e manifestazioni sia culturali che tradizionali, cercando, in quest’ultimo caso, di tener fuori dalle mie immagini tutto ciò che è folklore, confezionato cioè ad uso e consumo del turista, piuttosto che sentito intimamente come facente parte della propria cultura e, come tale, immutabile, o quasi, nel tempo. Ormai in Sardegna sono poche le manifestazioni che conservano questa genuinità: L’Ardia di Sedio, S.Franncesco di Lula a Nuoro, una parte della Sagra di S.Efisio a Cagliari e poche altre.

Riguardo alla musica il discorso è diametralmente opposto, pur non demonizzando la nostra musica, non si può ignorare il fior fiore di artisti di fama internazionale che ogni anno passano per la nostra isola, l’arte ha carattere universale e non può essere circoscritta solamente a un fenomeno locale.

Altri siti con mie immagini

La mia fotografia

Il termine “fotografia” racchiude in se diversi generi, diversi significati, diversi modi di vedere le cose che ci circondano. Ci si può limitare a degli aspetti superficiali e banali, che hanno pur sempre una loro dignità, come i classici tramonti, le foto ricordo, oggi anche le immagini scattate col cellulare, che hanno comunque valore di documento; ci si può specializzare in “esibizione di muscoli” con “effetti speciali” e immagini ad alta risoluzione che richiedono attrezzature e ottiche costose che però, dal punto di vista emotivo, trasmettono poco o nulla a chi le osserva, o che assumono carattere di documentazione scientifica come le immagini naturalistiche e la macro fotografia, o carattere commerciale come la foto di moda, lo Sltil life e la fotografia in sala di posa in generale. Ogni genere ha una sua dignità e una sua collocazione, anche quella che io definisco “fotografia parlata” praticata da quei soggetti che non fanno altro che parlare di fotografia, sempre informati su tutte le novità, su tutti i test MTF di tutte le ottiche, su tutte le attrezzature e i metodi di elaborazione dell’immagine e dei quali poi, non si riesce a vedere una, che sia una, immagine. Anche questo è un genere utile non foss’altro come esempio di come non praticare la fotografia. Il mio tentativo, sempre ammesso che ci riesca, è quello di trasmettere emozioni e sensazioni in chi osserva le mie immagini, soprattutto partendo dalle immagini di reportage e dalle immagini di musica dove, in particolare, cerco di cogliere il “pathos”, l’emozione che prova l’artista stesso durante la sua esibizione e non solo un mero ritratto dello stesso. Non è una cosa semplice e comporta una continua ricerca, un continuo rimettersi in discussione, una severa autocritica, una assoluta capacità di sintesi e anche una vera disponibilità ad accettare le critiche degli interlocutori, purché si tratti di critiche costruttive. Non so se ci sono riuscito o ci riuscirò, comunque ci tento!

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